Lavori di pavimentazione e sottoservizi cantina Nino Franco, Valdobbiadene 1989

Lavori di pavimentazione e sottoservizi cantina Nino Franco, Valdobbiadene 1989

TITOLO OPERA: Nuova cantina di Vinificazione

LOCALITÀ: Valdobbiadene (Treviso), Veneto

DESTINAZIONE USO: produttivo/direzionale

COMMITTENTE: Nino Franco Spumanti srl

FIRM: Architetti Tobia Scarpa e Afra

COLLABORAZIONE AI LAVORI: Impresa stradale Geom. Edoardo Venturini

OPERE REALIZZATE: lavori edili per la costruzione dei sottoservzi e delle pavimentazioni architettoniche esterne dell'ampliamento della cantina di vinificazione e uffici

ANNO: 1989/1991 | concluso

 

DESCRIZIONE:
Nell'anno 1989 su mandato dell'impresa di Costruzioni Brandolin Geom. Francesco S.a.S di Treviso, con cui collaboravamo già prima, ci viene affidato l'importante incarico di realizzare tutti i sottoservizi tecnologici e soprattutto le particolari pavimentazioni architettoniche esterne della cantina di Vinificazione Nino Franco a Valdobbiadene (Treviso), progettata dall'architetto Tobia Scarpa e Afra.

Una esperienza immensa e inaspettata perché seguire in presa diretta le scelte e affrontare le difficoltà di un cantiere così autorevole con gli stessi progettisti della cantina ci ha resi partecipi di una esperienza molto illuminante.

A parte i lavori dedicati alle opere per i sottoservizi della cantina e degli uffici, che allora erano ancora confinati nella parte vecchia e retrostante dell'edificio, le "righe" a 1-2-3-4 fila di cubetti di porfido, posate su fondazioni di cemento e letto di malta, successivamente fermate con boiacca di cemento liquido e a presa semi-asciutta scolpite con dei tagli di scalpello, furono un bell'esercizio di non poco conto oltre che manuale anche artistico che ci fece comprendere come un semplice segno impresso sul cemento potesse diventare un decoro anche per una banale pavimentazione esterna in asfalto.

Il conglomerato bituminoso, binder e il tappeto di usura, copriva la pavimentazione tra le righe di porfido.

La realizzazione non fu così semplice, poiché si dovette realizzare in più step la soluzione per non arrecare danno con i macchinari ai cubetti di porfido e alle righe così realizzate.

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