ARCHITETTURE DEL VINO

Cantine di cui anche Bacco andrebbe fiero

Località: Av. Catalunya, 37. Rocafort de Queralt (Conca de Barber‡);
firm: CËsar Martinell i Brunet;
anno: 1918;

storia:
Il debutto dell'architetto agrario.
Il grande specialista in costruzioni agroindustriali della Catalogna, CËsar Martinell, "debuttÚ" a Rocafort de Queralt nel 1918. Il risultato finale, ricco di innovazioni e audacia architettonica, fu una grande piattaforma per la sua carriera.
L'architettura delle cantine, con un linguaggio che coniugava modernismo e noucentisme (*) e con Martinell come l'architetto pi˘ eminente, "Ë stata la pi˘ importante e significativa che si sia verificata nei nostri paesi dalla costruzione dei templi parrocchiali del XVIII secolo" (Joan Fuguet).

L'architetto che sa ascoltare.
Martinell si distingue, oltre che per la sua qualit‡ di architetto, per la capacit‡ di ascoltare i contadini e i viticoltori per i quali ha lavorato; in essa troviamo il prototipo di un architetto che impara a fare il vino.
Punto di riferimento per la produzione di vini di qualit‡ furono i francesi, che ordinarono le proprie cantine secondo la classica suddivisione delle funzioni: sala macchine con banchina di scarico, stivaggio e coppe di fermentazione. Martinell non ha ignorato il modello francese, nÈ Ë il pioniere nell'introdurlo in Catalogna: l'azienda vinicola della Societat de Barber‡, la prima cantina cooperativa del paese.
A questa disposizione ordinata e funzionale l'architetto aggiunse i tratti distintivi: navate di tipo basilicale sorrette da arcate equilibrate, finestre basse per una migliore ventilazione e facciate monumentali.

Dalla "rivoluzione" dei contadini al riformismo dei proprietari terrieri.
La Cantina Cooperativa Rocafort de Queralt Ë stata l'unica a ricevere un aiuto finanziario diretto dal Mancomunitat de Catalunya attraverso la Caixa de CrËdit Comunal.
La Societat AgrÌcola Recreativa Ë nata nell'ambito del cooperativismo con l'obiettivo di facilitare l'acquisizione di prodotti agricoli e dare un minimo di "copertura" sociale ai suoi membri. La costruzione della cantina era prioritaria ma le difficolt‡ finanziarie portarono all'ingresso del gruppo dei proprietari con la creazione della sezione di viticoltura. La Societ‡ divenne un'unione e abbracciÚ il percorso riformista del cooperativismo guidato dai proprietari.
Come spiega Joan Fuguet, "data la posizione ideologica della sezione, la cantina sar‡ del tipo che abbiamo caratterizzato come cantine per ricchi; questa sar‡ un'architettura ambiziosa sia nei servizi che nel linguaggio formale".

La distribuzione classica delle cantine.
La cantina Rocafort che vediamo oggi Ë il risultato di tre interventi effettuati tra il 1918 e il 1947. Nei primi anni era costituita da un edificio a due navate parallele e una terza perpendicolare che fungeva da banchina di scarico e sala macchine.
Successivamente venne ampliato con altre due navate, l'ammodernamento della sala macchine e una nuova cisterna per l'acqua in sostituzione dell'originale.
Le navate contenevano le vasche disposte su due file di otto; attraverso una rete di corridoi e camminamenti queste vasche erano accessibili dall'alto. Sotto le vasche sono state costruite coppe sotterranee; a Rocafort, queste tazze sono state installate anche nella sala macchine per sfruttare al meglio lo spazio. La sala ospitava anche strutture come il laboratorio, la segreteria e la sala condivisa.

L'arco parabolico raggiunge il campo.
Rocafort de Queralt Ë stato un "banco di prova" per CËsar Martinell; con alcune piccole modifiche alla capienza dello stivaggio, l'architetto guadagnÚ 5.000 ettolitri di capienza in pi˘ rispetto a quanto originariamente previsto.
Ma senza dubbio il contributo pi˘ decisivo Ë stato l'utilizzo, per la prima volta, dell'arco parabolico di GaudÌ come supporto principale per la struttura dell'edificio. L'idea originale prevedeva la tradizionale capriata in legno come supporto per il tetto su due lati. Furono le circostanze economiche dell'epoca a far cambiare idea all'architetto: con la prima guerra mondiale il prezzo del legno si era moltiplicato per cinque.

L'estetica della facciata.
Sul lato pi˘ "estetico" della cantina spicca il cotto utilizzato negli archi di porte e finestre, nonchÈ il fregio in piastrelle di ceramica che corre lungo il cornicione dell'edificio. La facciata principale della cantina Ë perfettamente simmetrica e mette in risalto l'enorme finestra composta da tre elementi, con archi rampanti e semicircolari. La porta Ë costituita da un arco semicircolare a voussoir () che, a sua volta, sostiene la grande finestra. Una composizione che si ripete sulla facciata delle tre navate.

(*) movimento culturale che caratterizzÚ la Catalogna dei primi anni del XX
() una pietra tagliata a forma di cuneo (o piramide tronca) che forma l'apparato di un arco

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riferimenti (articoli e foto):
1) http://www.castelldor.com/english/enoturisme/#rt-transition ;
2) http://www.cellerscooperatius.cat/fitxa/-/fr/celler-rocafort-queralt ;
3) https://ca.wikipedia.org/wiki/Celler_Cooperatiu_de_Rocafort_de_Queralt ;
4) http://elportalnou.blogspot.it/2015/07/rocafort-de-queralt-recupera-part-del.html ;
5) http://www.cesarmartinell.com/hist1.htm ;
6) http://www.poblesdecatalunya.cat/element.php?e=5449;
7) http://premsa.gencat.cat/pres_fsvp/AppJava/notapremsavw/286811/ca/departament-cultura-lobra-social-caixa-inauguren-rehabilitacio-celler-societat-agricola-rocafort-queralt.do ;
8) http://www.winepleasures.com/gaudi-modernism-art-inspire-the-making-of-great-cavas-at-castell-dor/
9) https://patrimoni.gencat.cat/ca/coleccio/celler-de-la-societat-agricola-de-rocafort-de-queralt