ARCHITETTURE DEL VINO

Cantine di cui anche Bacco andrebbe fiero

Località: Valle de Santo Tomás, Baja California, Mexico;
firm: design studio Claudia Turrent + Alejandro D’Acosta Arquitectos;
anno: inaugurazione 1998

==> storia

Come molti sanno, furono i coloni spagnoli ad importare la vite in America ma non tutti sanno che fu il Messico il primo paese di quel continente ad avviare la coltivazione dell'uva e la produzione del vino.
E qui cominciano le origini della Bodega Santo Tomás, perché nel 1791 padre José Loriente in quella valle che sarebbe divenuta la più famosa e importante regione vinicola del Messico
fonda la Missione di Santo Tomás de Aquino con 2000 viti e 100 ulivi.

Nell'anno del Signore 1857 capita che lo Stato espropria i beni della Chiesa e l'allora ranch passa nelle mani di Don Loreto Amador che l'acquista dall'antica Missione di Santo Tomás e
con fatica la conduce coltivandola e producendo vino fino al 1887 quando si ammala e muore lasciandola in difficoltà economiche.

La moglie di Loreto per estingere i debiti lasciati dal marito nel 1888 si vede costretta a vendere la proprietà proprio ai due proprietari del magazzino con cui il marito intratteneva rapporti commerciali: l'italiano Francisco Andonegui e lo spagnolo Miguel Ormat.
Andonegui e Ormat acquistano con grande lungimiranza e visione il ranch nella regione vinicola del Messico, Ensenada nella valle di Santo Tomás, che si trova a 40 km a sud della città, all'inizio della Baja California.

Così la Bodegas de Santo Tomás diventa la più antica azienda vinicola della Baja California, ad oggi con oltre 130 anni di produzione ininterrotta.

I vigneti si trovano nelle valli di San Antonio de las Minas, Santo Tomás e San Vicente, per un totale all'epoca di oltre 350 ettari.

É in questo periodo di prima industrializzazione che si sviluppano e affondano le radici della Bodegas Santo Tomás e con essa l'era moderna della viticoltura nella più importante area vinicola del Messico.

Regione vinicola che si divide in varie valli:
al centro

  • Valle de Guadalupe
  • Valle de Calafia
  • Valle de San Antonio de las Minas


a nord

  • Valle de Palmas


a sud

  • Valli di San Vincente
  • Ojos Negros
  • Santo Tomás

Ma è negli anni '30 del XX° secolo, quando Francisco Andonaegui vende il ranch Los Dolores al Generale Abelardo L. Rodrìguez,
allora governatore della Baja California, che si introduce l'industrializzazione del vino nell'azienda Santo Tomás e dunque del Messico.

La Bodegas de Santo Tomás segna più volte, con i suoi cambi di proprietà, l'innovazione enologica nell'azienda e nel mondo:

  • nel 1939 è la prima azienda vinicola ad imbottigliare e a tappare il vino in vendita, prima si vedeva in bottiglia e sfuso;
  • le apparecchiature per l'imbottigliamento e la tappatura vengono esposte all'interno delle strutture dell'azienda.

Nel 1962 il Generale Abelardo L. Rodriguez vende la Bodegas de Santo Tomás a Don Elías Pando Pendás, suo socio per molti anni in altre attività,
che imprime un cambio di rotta decidendo da subito di assumere l'enologo Dimitri Tchelistcheff (figlio del leggendario enologo André Tchelistcheff),
il quale a sua volta introduce in azienda nuovi vitigni e nuove tecnologie per i processi di produzione. Come ad esempio:

  • l'uso di serbatoi di fermentazione in acciaio inox;
  • finanché l'utilizzo di piccole botti di legno in rovere francese per l'invecchiamento dei vini.

Anche Don Elías Pando Pendás nel 1988 decide di vendere l'azienda vinicola al genero Ing. Don Antonio Cosío Ariño.

É con quest'ultimo che si iscrive forse la tappa più innovativa della Bodegas de Santo Tomás, perché con l'arrivo dell'enologo Hugo D'Acosta Lopez
si decide di riportare la produzione di vino da Ensenada al luogo di origine nella Valle del Santo Tomás.

E qui, alcuni anni dopo, originerà anche l'idea di realizzare la nuova costruzione enotecnica circolare e gravitazionale che oggi conosciamo,
e che rappresenterà il primo progetto architettonico-enotecnico importante per l'America (inteso quale continente), inaugurato nel 1998.

Con la realizzazione della nuova cantina, all'epoca all'avanguardia in tutti i sensi, si punta a ridurre drasticamente la produzione
di uva con l'obiettivo di produrre vini di qualità.

L'eredità della famiglia oggi è perseguita da Santiago Cosío Pando, insieme all'enologa Laura Zamora che ne cura la vinificazione e
Antonio Baro che segue i vigneti.

L'importanza dell'enoturismo, e soprattutto l'esperienza personale che il turista del vino si porta dietro dopo la visita in cantina,
è fondamentale per Santiago in quanto ritiene che ciò sia stato il vero motore per avere fatto crescere la passione per il vino messicano.

L'impegno profuso per l'enoturismo non si è limitato solo dal punto di vista economico intrinseco, ma è stato anche motivo per realizzare nella città di Ensenada progetti sociali
e di miglioramento per il benessere della comunità come la realizzazione del Centro Culturale Santo Tomás, diventato punto di riferimento e di promozione delle arti della città.
Altri progetti per l'impegno della famiglia Cosío Pando si sono sussegguiti come la Plaza Santo Tomás in cui sono stati pensati spazi per la gastronomia e l'esposizione dei prodotti regionali, etc.
Ed infine la creazione del Museo del Vino e la Scuola di Enologia che mirano non solo a celebrare "un'azienda che produce buoni vini, ma anche un'organizzazione iconica
della viticoltura messicana, che ci consente di affermare che Bodegas de Santo Tomás è Ensenada e Ensenada è Bodegas de Santo Tomás" Santiago Cosío Pando

Meravigliosa la descrizione che ne fanno gli autori della Bodega Santo Tomás:

<<L'edificio si trova nella più importante regione vinicola del Messico, Ensenada nella valle di Santo Tomás, che si trova a 40 km a sud della città all'inizio della Baja California.
É una valle perpendicolare al mare, con venti dominanti di mariana di Humboldt, circondata da deserti e aspre montagne, questa valle forma una conca molto ricca dove un tempo i missionari domenicani formavano la Missione di Santo Tomás,
in questo sito esisteva una pianta vinicola, di cui restano alcuni resti, in un paesaggio molto particolare.

Questo progetto è diventato un vero e proprio spartiacque per il territorio e per noi principalmente, non sapevamo in quel momento la grandezza di queste idee che hanno iniziato a suonare e ci hanno portato su una fase ancora in costante sviluppo della viticoltura in Messico.

Questa è la prima azienda Vinicola d'Autore ad essere costruita in Messico.
Questo pezzo del domino ha destato una effervescenza viticola nella Baja California e nel sud del paese che ne stiamo ancora godendo ed ampliando ogni giorno.

L'azienda vitivinicola Santo Tomas è molto antica ed è stata fondata nel 1888; alle strutture originarie nel centro della città di Ensenada, sono stati aggiunti magazzini come i granai del rosario di un monaco.

L'idea è nata sostituendo la Cantina Storica con un polo culturale per la città e progettando un nuovo stabilimento che fosse il motore per lo sviluppo della nuova qualità enologica, abbiamo visitato molti luoghi e siamo tornati alle coltivazioni di una vallata di 1000 ettari era la terra a noi assegnata, abbiamo visto che la viticoltura in Europa sta andando in un altro modo e che gli americani
(i nostri vicini) seguono l'alta tecnologia, noi stiamo tra l'uno e l'altro, abbiamo visto che le energie alternative sono una soluzione fondamentale alle nostre carenze, non solo economiche ma anche dall'isolamento della penisola e di Ensenada in particolare.

Abbiamo scelto il luogo definitivo per collocare lo stabilimento allo stesso modo in cui gli Zapotecos scelsero il Monte Alban o i Teotihuacanos Teotihuacan, leggendo il paesaggio con le stelle, la corrispondenza delle montagne e delle stelle sono elementi di riferimento infallibili affinché il luogo lavori con il paesaggio perché da esso nasce,
ogni elemento della pianta allude ad una emergenza nel paesaggio, cerchiamo la location ma anche la funzionalità, gli accessi, i venti, le coltivazioni, l'attrezzatura, ma abbiamo anche scelto che fosse su una piccola montagna che fungesse da punto di riferimento nel paesaggio.

La disposizione dopo la posizione obbedisce solo all'efficienza sia delle funzioni che della produzione energetica e vinicola.
È uno schema radiale che è il più efficiente per la produzione industriale, è l'elemento che contiene meno distanze tra le sue parti e quindi il più efficiente per la produzione di un fluido.

Usiamo la gravità per dare ai processi del vino un controllo dell'aerazione più efficiente e attento nei processi di produzione del vino, l'aerazione è un elemento molto importante da controllare e per questo motivo abbiamo eliminato l'uso delle pompe per necessità,
realizzando il 100% dei processi per gravità, questo impianto è l'unico al mondo ad averlo in tutti i processi.

Per controllare la temperatura, isoliamo l'edificio rivestendolo con la terra del luogo, per il quale utilizziamo 10.000 pneumatici per auto per realizzare i contenimenti e quindi controlliamo la temperatura con l'isolamento naturale.

In questo progetto le macchine sono quelle che si muovono al posto del vino, ecco perché lo schema circolare funziona molto bene, tutto parte dal tetto di macinazione dove tutti i vini vengono macinati in un unico spazio da un punto focale,
il processo scende e si separa gradualmente per poi confluire nelle aree di omogeneizzazione, fino a raggiungere la zona di imbottigliamento dove l'imbottigliatrice su ruote accompagna i vini pronti per la spedizione all'ultimo processo, che è l'affinamento in bottiglia.

In questa pianta, per la prima volta, utilizziamo la quasi totalità dei materiali riciclati o locali, come la pietra che sostiene lo stabilimento enologico.

È uno spazio di grandissima scala, vengono prodotte più di centocinquantamila scatole all'anno e la scala del luogo è integrata nel paesaggio nonostante sia un'industria e sia nel mezzo delle colture.

Per noi in particolare è molto interessante intervenire in uno spazio in cui apparentemente non ci sono limiti e il dialogo con il paesaggio forma un rapporto amichevole con l'architettura..(.)..>> Alejandro D’Acosta

fonti (descrizione e foto):
1) http://alejandro-dacosta.com/proyectos/santo_tomas.html;
2) http://www.rtodos-santos.mx/390-bodegas-de-santo-tomas/
3) https://www.tac.mx/?id=proyectos&proyectos=materiales&info=santo_tomas
4) https://revistaelconocedor.com/bodegas-santo-tomas/
5) https://www.mexicotravelclub.com/bodega-santo-tomas-en-antigua-ruta-del-vino-baja-california
6) https://vinobox.mx/blogs/noticias/vinicolas-mexicanas-santo-tomas
7) https://www.turismomexico.es/estado-baja-california-norte/ruta-del-vino-de-baja-california/
8) https://www.toziimports.com/bodegas-santo-tomas
9) http://contextomx.tumblr.com/post/49868820890/vinicola-santo-tomas-baja-california-esta-es-la