ARCHITETTURE DEL VINO

Cantine di cui anche Bacco andrebbe fiero

L'enoturismo sta vivendo una fase di evoluzione importante, spingendo le cantine vinicole a ripensare i propri percorsi di visita non solo come semplici tour informativi, ma come vere e proprie esperienze immersive.
Nel contesto dell’enoturismo, progettare un percorso esperienziale all'interno di una cantina vinicola non si limita a mostrare le diverse fasi della produzione del vino, ma deve creare un itinerario emozionante e memorabile. Le cantine, infatti, a causa della competizione crescente, devono affrontare la sfida di differenziarsi per evitare di offrire esperienze standardizzate.
Non basta più mostrare botti e tini per attirare e affascinare i visitatori; occorre distinguersi, offrendo un'esperienza unica e personalizzata. 

In questo contesto, il design del percorso di visita diventa centrale, come dimostrano due casi illuminanti: la cantina "Terre da Vino" a Barolo e "Azienda agricola Icario" a Montepulciano.
Con l'aiuto di questi due casi di successo, datati ma lungimiranti, vediamo come un percorso enoturistico ben progettato possa non solo attrarre visitatori, ma lasciare un'impressione duratura.

Il rischio della standardizzazione delle visite enoturistiche

Un aspetto critico evidenziato dal Secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano (2018) è il sorpasso delle visite alle aziende agricole rispetto a quelle nelle cantine, segnalato da un dato significativo: 62% contro 56%. Tale sorpasso viene fatto derivare da uno scarso impegno delle cantine nel diversificare la propria offerta turistica. Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini, nel loro libro "Turismo del vino in Italia", sottolineano come, in passato, un semplice tour della cantina seguito da un assaggio potesse essere sufficiente, ma oggi non lo è più.
Per attirare turisti, la cantina deve distinguersi, offrendo un carattere unico e memorabile, puntando a potenziare i propri punti di forza, caratteristiche e peculiarità che non sono presenti in altre cantine vinicole.

Due esempi ben riusciti di itinerario enoturistico

Terre da vino: un percorso a ritroso nel cuore della vinificazione

La cantina "Terre da Vino", progettata dall'architetto Gianni Arnaudo a Barolo, è un esempio emblematico di come la progettazione possa contribuire a esaltare l'esperienza enoturistica.

Il percorso interno è stato concepito come una "promenade eno-architecturale" che, in maniera suggestiva, conduce i visitatori lungo le fasi della vinificazione. La passerella, sospesa e circondata da vetrate, offre una visuale spettacolare sulle vigne circostanti, creando un collegamento diretto tra l’ambiente naturale e l'attività produttiva.
Ciò che rende unico questo progetto è il modo in cui combina tradizione e innovazione.
Mentre il visitatore percorre questo cammino aereo, osserva da vicino la produzione vinicola senza interferire con il processo, valorizzando l’artigianalità millenaria e il rigore scientifico che caratterizzano l’attività enologica.

Il contesto naturale, amplificato dall'uso del vetro e dalla passerella sopraelevata, diventa parte integrante dell'esperienza, offrendo un senso di immersione totale.

Azienda agricola Icario: un dialogo tra architettura e tradizione

Un altro esempio di eccellenza è l'"Azienda agricola Icario" a Montepulciano, progettata dallo Studio Valle Progettazioni.

In questo caso, l'architettura stessa è un elemento narrativo che guida il visitatore attraverso un percorso simbolico, che intreccia la storia vinicola del territorio con l’innovazione architettonica.
Il design è basato su una dorsale che si inerpica lungo le colline, creando una passeggiata rettilinea tra volumi e altezze differenti.

Questa "promenade" non solo collega visivamente gli spazi interni della cantina tramite passerelle trasparenti e vetrate a tutta altezza, ma racconta anche il processo produttivo del vino, in un gioco continuo tra tradizione e modernità.

Il percorso culmina con un museo del vino e delle tradizioni contadine, arricchito da spazi dedicati a mostre d'arte e percorsi per sommelier.

La progettazione del percorso esperienziale

La chiave per creare esperienze enoturistiche efficaci risiede nella progettazione del percorso di visita. Proprio come in un progetto architettonico, occorre partire dalla configurazione spaziale, definendo flussi e ambienti in modo armonioso.

Per le cantine vinicole esistenti, questo significa individuare gli itinerari che offrono il miglior potenziale in termini di fruibilità e impatto emotivo, garantendo al contempo sicurezza e accessibilità.
Un percorso enoturistico non dovrebbe mai limitarsi a mostrare ogni singolo reparto. È fondamentale selezionare solo gli ambienti che arricchiscono l'esperienza, lasciando fuori quelli meno rilevanti o temporaneamente non idonei (sicurezza, vetustà, obsolescenza, etc). Per poi ricomprenderli quando ristrutturati e/o ripristinati.

Questa selezione ponderata permette di creare un percorso narrativo coerente e affascinante, dove ogni tappa è curata nei minimi dettagli.
Per un'azienda vinicola che intenda progettare il proprio percorso enoturistico, l’iter di pianificazione dovrebbe fondarsi sui seguenti cinque punti fondamentali:

progettare un percorso esperienziale in cantina vinicola guida pratica terre da vinola passerella sopraelevata della cantina Terre da vinoprogettare un percorso esperienziale in cantina vinicola guida pratica terre da vinola passerella passa sopra il reparto imbottigliatrice cantina Terre da vino1. Visualizzato: cosa voglio far vedere?

Il punto di partenza è stabilire con chiarezza quali aspetti della cantina si desidera mostrare.

Non tutti i reparti sono adatti a essere inclusi nel tour; solo quelli che rappresentano al meglio la tradizione, la qualità e la peculiarità dell'azienda dovrebbero essere esposti.

Per esempio, alla "Terre da Vino", il percorso sopraelevato offre una visione panoramica delle vigne, enfatizzando l'importanza del contesto naturale.

2. Raccontato: cosa voglio raccontare?

Il percorso deve essere narrativo.

Ogni tappa del circuito enoturistico dovrebbe raccontare una parte della storia dell’azienda e del processo di vinificazione. progettare un percorso esperienziale in cantina vinicola guida pratica icariola scala che collega i reparti della Azienda agricola Icarioprogettare un percorso esperienziale in cantina vinicola guida pratica icariola zona museo chiude il circuito enoturistico della Azienda agricola Icario

Questa narrazione non è solo informativa, ma emozionale.

Alla "Icario", per esempio, la passerella è concepita per raccontare la tradizione artigianale e la storia del territorio.

L’uso delle vetrate a tutta altezza permette di inserire il visitatore in una narrazione visiva continua, che intreccia architettura, paesaggio e vino.

3. Pianificato: quali emozioni voglio trasmettere?

Il percorso dovrebbe essere pianificato in modo da suscitare specifiche emozioni nei visitatori. Dalla meraviglia nel vedere le botti antiche, all’entusiasmo nel conoscere le tecniche moderne di vinificazione. Alla "Terre da Vino", il contrasto tra la tecnologia moderna della vinificazione e la tradizione vitivinicola viene enfatizzato con una disposizione degli spazi che permette al visitatore di percepire entrambe le dimensioni.

4. Progettato: quali sfide e funzionalità considerare?

La progettazione del circuito deve tenere conto della funzionalità e delle difficoltà operative. Spazi angusti o tratti promiscui con macchinari in uso potrebbero rappresentare un rischio per i visitatori, e devono quindi essere evitati. Un buon progetto assicura che il percorso sia fluido, scorrevole, sicuro e privo di ostacoli, senza compromettere la visione d'insieme. Per esempio, alla "Icario", i percorsi trasparenti permettono una visione senza interferenze, mantenendo alta la sicurezza.

5. Simulato: testare l’esperienza

Prima di finalizzare il percorso, è essenziale testarlo con prove pratiche. La simulazione permette di individuare eventuali problematiche non evidenti sulla carta, come l'illuminazione insufficiente, la scarsa ventilazione o la mancanza di spazi opportunamente arredati e predisposti per la sosta. Ad esempio, un test potrebbe rivelare la necessità di migliorare l'areazione in una sala per evitare la stagnazione di odori, oppure banalmente l'insufficienza di un certo numero di sedie qualora giungesse un bus di visitatori. E allora ciò farebbe comprendere l'esigenza di coordinare più turni.

Punti pratici per il successo di un percorso enoturistico

Per implementare con successo questi principi, le cantine devono considerare alcuni aspetti pratici fondamentali: 

  • Identificare il circuito di visita più interessante e attraente: selezionare le aree della cantina che offrono un maggior impatto visivo e narrativo; 
  • Individuare percorsi sicuri: evitare tratti e camminamenti in prossimità di macchinari o aree di lavoro attive, per garantire la sicurezza dei visitatori; 
  • Stabilire punti di sosta e stazionamento: offrire spazi dove i visitatori possono fermarsi per ascoltare spiegazioni e godere dell'ambiente, senza creare congestione; 
  • Introduzione di punti di racconto: l'uso di monitor, arredi e sedie strategicamente posizionati permette di creare pause informative ben strutturate; 
  • Enfatizzare le prospettive: ogni punto del percorso deve essere studiato per intercettare i migliori punti di vista, mettendo in risalto panorami o dettagli significativi; 
  • Evitare spazi angusti: percorsi ampi e luminosi favoriscono una migliore esperienza, evitando sensazioni di claustrofobia o disagio; 
  • Illuminazione e ventilazione: il percorso deve essere illuminato in modo opportuno a seconda della funzionalità e ventilato, evitando odori stantii o ambienti poco salubri; 
  • Chiudere il percorso con un punto strategico: ogni cantina ha il suo punto strategico diverso e preferito. Che sia una sala degustazione panoramica o una terrazza con vista sui vigneti, l’esperienza deve culminare in un luogo che lascia un’impressione duratura.

Per riassumere, la progettazione di un percorso enoturistico

richiede un approccio attento e PERSONALIZZATO, che tenga conto non solo delle esigenze logistiche e una pianificazione tecnica, ma anche della narrazione che si vuole costruire e quindi di una riflessione profonda su cosa si vuole comunicare e come la si vuole trasmettere ai visitatori.
Le cantine "Terre da vino" e "Azienda agricola Icario" offrono esempi virtuosi di come l'architettura possa essere funzionale alla valorizzazione dell’esperienza enoturistica. Il rischio per molte altre cantine è quello di uniformarsi, perdendo la propria unicità e non riuscendo a creare esperienze memorabili. Solo un design accurato, perché personalizzato, e una narrazione coinvolgente possono garantire il successo dell'enoturismo in un mercato sempre più esigente.
Ogni azienda vinicola può creare un percorso unico e distintivo, ma deve affrontare con serietà le sfide di sicurezza, funzionalità ed emozionalità per trasformare un semplice tour in una vera e propria esperienza.
La sfida, quindi, è riuscire a coniugare estetica, funzionalità e identità, per trasformare la visita in cantina in un viaggio emozionale che lasci il segno.

Il prossimo articolo sull'enoturismo

  1. Enoturismo accessibile: progettare percorsi per persone con disabilità

Altri articoli sull'enoturismo che ti possono interessare

  1. Enoturismo: progettare la logistica per l'esperienza in cantina vinicola

Fonti:

  1. Rapporti turismo del Vino;
  2. Edoardo Venturini, Novembre 2022, "Enoarchitettura e wine design. Esperienze di acquisto tra botti e vigne", Corso formazione Umbria Top Wines, in collaborazione Cooperativa Irecoop;
  3. Edoardo Venturini, Ottobre 2022, "Ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati per l'accoglienza enoturistica", Art. 2, c. 8, DM 2779 (Linee guida), presentazione evento "Autunno Pavese 2022", Pavia;
  4. Dario Stefàno, Donatella Cinelli Colombini, 2020, "Turismo del vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche”, Edagricole;
  5. Edoardo Venturini, 2019, "Enoturismo, strutture per l'accoglienza dei turisti del vino";
  6. Roberta Garibaldi, 2018, "Secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano";
  7. Edoardo Venturini, 2007, "Strutture per l'enoturismo. Progettare strutture di successo per l'accoglienza degli enoturisti".