Azienda Agricola Castello di Roncade del Barone Ciani Bassetti

L’azienda vitivinicola Castello di Roncade del Barone Vincenzo Ciani Bassetti ha i reparti enotecnici concentrati quasi esclusivamente nelle due ali laterali del complesso edilizio (le barchesse) e nelle tre torri merlate agli angoli del Castello...

Azienda Agricola CASTELLO di RONCADE (Villa Giustinian) del Barone Vincenzo CIANI BASSETTI, Roncade (Tv)

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La villa Giustinian è sita nel comune di Roncade (TV), paese con circa 12000 abitanti (rilevazione 1995) collocato a sud-est di Treviso.
L’estensione territoriale del comune è di 62 kmq ed è ad una quota altimetrica di 8 mt sopra il livello del mare.
Quando si nomina Roncade il collegamento con l’omonimo Castello (villa Giustinian) è pressoché inevitabile perché in esso si riconoscono la storia del villaggio, dei roncadesi, ma anche perché svolse fin dalle origini l’importante ruolo di centro propulsore delle attività della stessa comunità (Andreazza M., 1991, p. 96).
L’autore Botter riporta una interessante testimonianza per la quale il Castello, originariamente, ebbe una conformazione architettonica diversa dall’attuale e inoltre spiega e sostiene che i primi proprietari furono i nobili Sanzi (1955, p. 5).

planimetria-castello-di-roncade-ctrPlanimetria Castello di Roncade, C.T.R. sc. 1:5000

E’ indubbio, tuttavia, che nel 1495, con il testamento del nobile veneziano Girolamo Badoer, venne confermata la nuova proprietà del Castello di Roncade a cui si aggiunsero anche molti mulini siti a Musestre. Pare inoltre assodato che con il matrimonio contratto nel 1493, secondo il Botter, (1497 secondo l’Andreazza), tra Agnesina, figlia di Girolamo Badoer, e il procuratore Girolamo Giustinian si diedero inizio ai lavori per la costruzione della villa che doveva essere di ben poco posteriore alla cinta muraria (Botter M., 1955, p. 5).

Regna l’insicurezza anche sul legittimo esecutore del progetto, poiché mentre la tradizione locale testimonierebbe che vi fu un reale coinvolgimento del Sansovino a quella data risulterebbe che l’artista non aveva più di dodici anni.

Le analisi stilistiche e costruttive, invece, eseguite su molti particolari architettonici della villa, come ad esempio le logge, fanno ritenere che l’opera sia da attribuire all’architetto Mauro Coducci detto “il Pordenone”, allievo di Giovanni Sacchis.

La villa, che riprende il tema della sede di “villeggiatura” assai in voga tra il XV° e il XVI° secolo, è disposta su un alto zoccolo; la pianta si rifà alle geometrie veneziane e favorisce la trasparenza della sala centrale e l’introspezione da est e ovest, rispettivamente dal brolo e dal giardino.

Unica singolare soluzione sta nelle dimensioni del salone che fissa il rapporto tra la lunghezza e la larghezza ad una misura quasi pari mentre, solitamente, nelle ville veneziane la prima risultava essere una volta e mezzo la seconda.

 Quattro porte si collocano nei quattro rispettivi angoli del grande salone centrale che servono alcuni ambienti adiacenti, fra cui due scale simmetriche in pietra d’Istria e volta a botte le quali conducono al piano nobile.
I soffitti della villa sono tutti accuratamente risolti in legno con travatura squadrata e a cassettoni decorati.

Descriviamo ora il restante complesso che interessa la cinta muraria, comprese le due barchesse rurali laterali.

acquarello-del-conte-alberto-da-saccoFig. 1- Acquarello del Conte Alberto da Sacco (in Botter M., 1955, "La Villa Giustinian di Roncade", p. 8)

La studiosa Kolb Lewis ha messo in risalto l’importante funzione che il Castello ha svolto nei secoli definendolo come un <<centro amministrativo sulla terraferma>>, ma la Lewis si sofferma soprattutto sul << l’ampia barchessa che si dipanava lungo le mura, serviva da granaio e cantina, servizio per attrezzi agricoli e macchinari, ecc.>> (Andreazza M., 1991, pp. 98-99).

Ciò conferma che già da allora, alle origini cioè della costruzione della villa, erano previsti locali enotecnici per la produzione e il consumo del vino.
Una mappa del 1536 (fig. 2), scoperta dal diligente signor Luigi Sorelli nei depositi della Biblioteca Comunale di Treviso (Botter M., 1955, p.14; Andreazza M., 1991, p. 101), ci comunica lo stato architettonico in cui versava il Castello e, pare che, da allora non abbia subito alcuna importante variazione nei volumi compositivi, se non per la costruzione di una chiesetta fatta erigere in onore di Santa Anna (fig. 1) nell’ala nord del complesso.

La mappa poi ci informa dei possedimenti terrieri tra cui vi è ben rappresentato <<el brolo grande>> nel retro del Castello, a est, in cui le coltivazioni prevalenti erano i vigneti e i frutteti.

Questi passi della storia antica del Castello di Roncade, così succintamente descritti, ci conducono alle vicende della storia più recente e per la quale il nostro interesse è senz’altro maggiore.

La storia “moderna”, infatti, è tutta legata all’azienda agricola condotta magistralmente, oramai da più di cinquant’anni, dal Barone Vincenzo Ciani Bassetti.

L’azienda vitivinicola ha i reparti enotecnici concentrati quasi esclusivamente nelle due ali laterali del complesso edilizio (le barchesse) e nelle tre torri merlate agli angoli del Castello (la quarta torre a nord-est è adibita a residenza).

 Gli edifici summenzionati sono realizzati completamente in laterizio di <<nudo mattone>> (Botter M., 1955, p. 5), mentre la villa e la chiesetta sono intonacate.

mappa-di-villa-giustinian-datata-a-d-1536Fig. 2 - Mappa di Villa Giustinian, datata A.D. 1536 (Treviso - Biblioteca Comunale)

Il corpo nord, profondo e lungo ambiente aperto in quasi tutto il suo sviluppo, è ritmato nella facciata verso la corte da rilevanti archi a tutto sesto e costituisce l’importante reparto di vinificazione, dove cioè si effettuano le prime lavorazioni e la pigiatura dell’uva.

Qui arrivano i carri agricoli colmi d’uva; l’uva viene conferita e disposta con cura nelle vasche e, con le procedure adeguate, pressata e fatta fermentare nei vasi di acciaio inox (fermentine) disposti ordinatamente lungo le pareti della barchessa. Le due estremità della barchessa sono chiuse da altrettanti locali con funzioni enotecniche: in quello a est si svolgono le operazioni d’imbottigliamento e d’etichettatura, in quello a ovest, nella torre merlata, si preparano le operazioni di stoccaggio e d’imballaggio dei prodotti.

veduta-del-castello-dal-campanile-di-roncadeFig. 3- Veduta del Castello dal Campanile di Roncade (in Botter M., 1955, p. 7) L’esposizione della suddetta fabbrica consente di sfruttare e catturare al meglio e nelle ore di maggior insolazione (vedi fig. 3) il calore utile per attivare la fermentazione tumultuosa del mosto.
La barchessa a sud, invece, funge da cantina di conservazione.
In essa nella parte centrale e più ampia, cadenzata dai pilastri degli archi a tutto sesto e ciechi fino all’imposta superiore, si concentra il luogo della conservazione del vino che è ricavato ad una quota consistentemente più bassa rispetto il piano di calpestio del portico e al quale si accede tramite una piccola scaletta che suddivide l’ambiente in due sale.

Nella prima, posta a ovest, a destra della scaletta, avvolte da un silenzio e da un’oscurità pesante, sfiorate da una leggera ventilazione naturale prodotta dalle bocchette d’immissione dell’aria, trovano riposo le numerose e grandi botti in legno di rovere disposte ordinatamente in entrambi i lati della sala, posate su poste di cemento ad una altezza di 30-40 cm dal piano di calpestio.

Nella seconda sala, quella cioè a est, scendendo dalla scaletta a sinistra, trovano alloggio le grandi vasche di cemento da un lato, mentre nell’altro occupano lo spazio ancora le botti e una doppia fila di barriques.

Per concludere, due locali chiudono il vano summenzionato in entrambi le teste: l’uno, quello orientale, è adibito a cantina per la vendita di vino sfuso ed è attrezzato con delle cisterne del tipo “Semprepieno”; nell’altro ambiente, che nel suo sviluppo verticale costituisce la seconda torretta merlata affacciata sulla strada comunale, ricopre le funzioni di carattere amministrativo e direzionale.

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  etichetta-vino-rosso-2-castello-di-roncadeLitografia del 1851 (M. Moro ed. Brizighel),
(in Botter M., 1955, p. 6) L’immagine della litografia viene usufruita anche come etichetta da esporre sulle superfici delle bottiglie del vino prodotto dall’Azienda Agricola Castello di Roncade.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA.
1) Andreazza M., 1991, “La comunità roncadese nella sua storia, cultura e religione”, Libreria editrice The Courier, Firenze.
2) Botter M., 1955, “La Villa Giustinian di Roncade”, Libreria Editrice Canova, Treviso.
3) Kolb Lewis C., 1977, “The Villa Giustinian at Roncade“, Garland Publishing, Inc., New York & London.
4) Mazzotti (a cura) G., Puppi, L., 1987, “Le ville Venete”. Catalogo, Libreria Editrice Canova, Treviso, pp. 673-675.
5) Istituto regionale per le ville venete, “Ville venete. Catalogo e atlante del Veneto”, (a cura) Padoan A., Maffei S.P., Dalpozzo D., Mavian L., Marsilio, p. 257.
6) Sito Internet: w.w.w.tragol.it/tv/roncade/Roncade.htm.