Azienda Agricola Conte Loredan-Gasparini

Alle pendici del Montello, nel cuore della Marca Trevigiana, si estendono i 90 ettari dei vigneti dell’Azienda Agraria dei Conti Loredan Gasparini, sito in territorio di Venegazzù del Montello ove le caratteristiche peculiari del terreno rendono particolarmente vocata la coltivazione della vite....

Azienda Agricola Conte LOREDAN-GASPARINI, loc.Venegazzù, Volpago del Montello (TV)

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<<Alle pendici del Montello, nel cuore della Marca Trevigiana, si estendono i 90 ettari dei vigneti dell’Azienda Agraria dei Conti Loredan Gasparini, sito in territorio di Venegazzù del Montello ove le caratteristiche peculiari del terreno rendono particolarmente vocata la coltivazione della vite. I discendenti del Doge veneziano Leonardo Loredan scelsero come dimora la località chiamata allora “Vignigazzu” ove costruirvi la loro splendida villa palladiana…>> (fig. 1) (Maroni L., 2000, p. 258; Catalogo-opuscolo dell’Azienda Agr. Conte Loredan Gasparini, p. 2).

planimetria-c-t-r-villa-spineda-e-cantine-conte-loredan-gasparini-venegazzuFig. 1- Villa Spineda e cantine Conte Loredan Gasparini, planimetria C.T.R. scala ridottavilla-spineda-e-cantine-conte-loredan-gasparini-venegazzu-foto-aereaFig. 2- Villa Spineda, foto aerea tratta dal catalogo pubblicitario Azienda Agricola Loredan Gasparini

Ed è proprio nel 1770 quando il Conte Marcantonio Spineda commissionò, all’architetto Francesco Maria Preti, il progetto di una villa da insediare nel territorio della località anzidetta.

La costruzione della splendida villa venne portata a termine da Giovanni Miazzi, allievo del Preti, che tuttavia ne modificò l’originale architettura compositiva isolandone il corpo centrale dalle ali laterali (si veda fig. 2) (Mazzotti G., 1987, pp. 743-744).

Probabilmente, con la costruzione della villa venne eseguita e portata a termine anche la Cascina Spineda (denominata così nel catasto napoleonico del 1812) e che supponiamo, ma a ragion veduta, dovesse svolgere quelle funzioni rurali atte alla produzione agricola e in particolare vitivinicola. Ci ritorneremo.

Con la morte della Co.ssa Matilde Rigato Spineda nel 1907 la villa passò in eredità alla famiglia Gasparini.

Un particolare fatto, che qui di seguito riportiamo, denota l’enorme vocazione enoica delle terre di Venegazzù.

Infatti, tra le due guerre il Governatore dell’Eritrea, S. E. Gasparini, portò con sé nell’Africa una scorta rilevante di bottiglie dei suoi migliori vini Cabernet e Merlot prodotti (Rorato G., 1990, p. 79).

Ma fu con la conduzione del Conte Piero Loredan, attorno agli anni ’50 del XX° sec., che all’azienda vitivinicola venne impresso un impulso del tutto eccezionale.

Ereditata la tenuta, egli venne messo a conoscenza delle particolari similitudini vitivinicole nonché geo-morfologiche e della natura stessa del terreno di Venegazzù con quelle d’Oltralpe e in particolare del bordolese.

Perciò decise di partire alla volta di Francia e per conoscere le aree vitivinicole di Bordeaux. Al suo ritorno i vigneti vennero tutti rinnovati e reinpiantati secondo i modelli bordolesi, appunto.

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Da qui iniziarono le celebri produzioni vinicole dell’azienda Conte Loredan Gasparini condotta dallo stesso nobile Piero e in particolare ne citiamo due di estrema importanza, fra cui la più pregiata denominata Riserva della Casa (fig. 3) e poi quella denominata Riserva Capo di Stato (fig. 4) che venne così chiamata <<..in onore del presidente francese De Gaulle, che ebbe modo di degustarlo in occasione di un suo soggiorno veneziano>> (Rorato G., 1990, p. 80)

Nel 1973 l’azienda viene ceduta dal conte Piero Loredan al sig. Giancarlo Palla, attuale proprietario e conduttore vitivinicolo.

Con la nuova gestione un altro impulso venne impresso all’attività, tanto che il sig. Palla si impegnò per la realizzazione di una nuova cantina di vinificazione più adeguata ai tempi e spaziosa.

Le fonti storiche che interessano la realizzazione della cascina Spineda e sede della storica e attuale cantina vinicola, ubicata a nord-est della villa, sono assai carenti.

Tuttavia per lo studio ci aiuteremo con i catasti storici e alcuni riferimenti rilasciati dagli attuali proprietari.

Le analisi effettuate sulla cascina, comparate tra il catasto napoleonico del 1812 (fig. 5), il catasto austriaco del 1842 (fig. 6) e la planimetria attuale (fig. 7), denotano uno stato compositivo del complesso rurale privo di alcuni volumi edilizi originari mentre altri appaiono modificati nella loro forma. Infatti l’attuale cascina a forma di “L”, originariamente proponeva una composizione volumetrica a “C”: i volumi componevano cioè una relazione tra loro molto più complessa.

E’ probabile quindi che l’intero complesso prevedesse un’unica conduzione funzionale e che si basasse completamente sulla trasformazione dell’uva.

Osservando ancora il catasto napoleonico, il volume isolato, nel prolungamento del terzo braccio a est, è diverso per dimensioni ma si rifà molto a quello attuale.

Quest’ultimo edificio, ricostruito ex-novo, oggi ricopre quelle attività di vinificazione per cui il titolare sig. Palla si impegnò a realizzare. In esso sono disposte le possenti cisterne in acciaio inox in cui si effettua la vinificazione.

mappa-catasto-napoleonico-1812-luogo-spineda-cantine-conte-loredan-gaspariniFig. 5- Venegazzù, Catasto Napoleonico 1812, "Luogo Spineda" (A.S.T., Tav. 1)

mappa-catasto-austriaco-1842-cascina-spineda-cantine-conte-loredan-gasparini-venegazzuFig. 6- Venegazzù, Catasto Austriaco 1842, Cascina Spineda (A.S.T., fgg. 10, 12)

Il gesto architettonico che lo produsse possiamo considerarlo, a nostro giudizio, molto appropriato anche perché il riferimento storico ci pare azzeccato.

Simile giudizio, sempre a nostro avviso, non lo si può esprimere invece per le strutture a pettine realizzate a ovest del complesso enotecnico.

Questi corpi di fabbrica orientati in senso nord-sud prendono anch’essi lo spunto e il riferimento dall’antico elemento adiacente della cantina, ma la composizione architettonica che ne scaturisce peggiora l’insieme, annullando di fatto la visibilità dell’originaria struttura.

Considerando il fatto poi che tali corpi di fabbrica sono stati adibiti alle attività d’imbottigliamento, allo stoccaggio e agli imballaggi dei prodotti, secondo noi avrebbero visto una collocazione migliore e diversa da quella attuale, sfruttando peraltro l’art. 3 della legge regionale del Veneto 24/85 che avrebbe consentito l’ampliamento in altra ubicazione senza snaturare l’antico insediamento.

Oltre alle costruzioni enotecniche dislocate nelle recenti costruzioni di cui prima, resta da descrivere l’antica e importantissima cantina che della struttura a “L” occupa l’ala disposta ad ovest.

In essa trova ospitalità, come detto, la cantina d’invecchiamento in cui sono alloggiate ai lati del lunghissimo vano le botti in legno di rovere e le barriques.

 Le prime sono disposte su delle poste in cemento e legno ad una quota dal piano di calpestio di ca. 40 cm. Il lunghissimo ambiente vinicolo è orientato nel senso nord-sud ed è ad un livello dalla quota del piano di campagna ribassato.

Risulta cioè seminterrato di poco meno di un metro, peraltro questa condizione favorisce un mantenimento della temperatura, durante tutte le stagioni, adeguata e costante.

Tale soluzione è, a nostro avviso, non eccellente ma perfettamente congegnata ad assicurare al vino una adeguata conservazione. La cantina vinicola grazie all’esposizione è un ambiente piuttosto in penombra, mai troppo illuminato e ciò è dovuto anche al fatto che le finestre rettangolari della parete est sono schermate e riparate esternamente dalla rigogliosa vegetazione del giardino adiacente.

Le radiazioni solari in questo modo difficilmente riescono a penetrare nell’ambiente e ad influenzare di conseguenza la temperatura dell’aria. Sempre le oblunghe finestre permettono il ricambio dell’aria e la perfetta ventilazione naturale.

BIBLIOGRAFIA.
1) Mazzotti G., 1987, “Le ville venete”, Lib. Ed. Canova, pp. 743-744.
2) Battistella O., 1929, “Venegazzù e la palladiana villa Gasparini”, in L’illustrazione veneta, Anno IV°, a. 5, p. 116.
3) Rorato G., 1990, “Civiltà della vite e del vino. Nel trevigiano e nel veneziano”, Ed. Acelum.
4) Istituto regionale per le ville venete, “Ville venete. Catalogo e atlante del Veneto”, (a cura) Padoan A., Maffei S.P., Dalpozzo D., Mavian L., Marsilio, p. 299.
5) Maroni L., 2000, “Annuario dei migliori vini italiani 2000”.
6) Catalogo-opuscolo dell’Azienda Agricola Conte Loredan Gasparini.