Azienda Agricola Rechsteiner dei Baroni Stepski Doliwa

La cantina Azienda agricola Rechsteiner dei Baroni Stepski Doliwa di Piavon di Oderzo, secondo quanto riferito dal Barone Stepski, risalirebbe al 1670-80 e sarebbe stata di proprietà di un facoltoso patrizio veneziano. L’edificio ospita tutti i reparti enotecnici dell’attività vitivinicola ...

Azienda Agricola RECHSTEINER dei Baroni Stepski Doliwa, Piavon di Oderzo (Tv)

stemma-araldica-azienda-agricola-rechsteiner-baroni-stepski-doliwa
L’abitato di Piavon è frazione del comune di Oderzo ed è sito a nord-est di Treviso.
In questo splendido territorio scopriamo uno dei più interessanti complessi rurali vitivinicoli al quale si può accedere tramite due strade (fig. 4).

cantina-rechsteiner-ingresso-da-strada-provinciale-minFig. 1- Ingresso cantina Rechsteiner dalla Provinciale 54 e via Frassenè

Fig. 2- Prospetto principale sud della villa Bonamico, sede cantina RechsteinerFig. 2- Prospetto principale sud della villa Bonamico, sede cantina Rechsteiner

A nord della villa Bonamico-Stepski percorrendo la strada provinciale n° 54, o via Maggiore di Piavon, si diparte una stradina bianca secondaria e perpendicolare che accede frontalmente alla residenza padronale.

Di essa però non si fa più uso.

Il secondo accesso invece avviene da sud: dopo aver superato la proprietà della villa e i confini medesimi di Piavon percorrendo a nord la provinciale 54, si imbocca la strada interna di via Frassenè (fig. 1) che corre lungo quasi tutto il perimetro della tenuta Stepski.

La villa dei Baroni Stepski Doliwa (fig. 2), appartenuta precedentemente alle nobili famiglie Bonamico e Revedin, risale al XVII° secolo (Istituto Regionale per le Ville Venete, p. 236).

La pianta della villa è a forma quadrata e l’altezza s’erge per tre piani fuori terra.

La composizione planimetrica ripete lo schema delle ville venete di campagna con una soluzione tripartita e salone centrale che guarda verso i giardini a sud e a nord.

Recentemente l’andito, testé citato, è stato chiuso con una parete divisoria alquanto improponibile.
Le aperture finestrate al piano nobile e al primo piano, comprese le porte finestre dell’entrata principale, sono ad arco cieco; il cornicione della villa è decorato con gli eleganti dentelli.

mappa-catasto-austriaco-1842-cantina-rechsteiner-piavon-di-oderzoFig. 3- Catasto Austriaco 1842,
(A.S.T.V. fgg 8,11)

planimetria-c-t-r-villa-bonamico-e-cantina-rechsteinerFig. 4- Planimetria villa Bonamico e cantina Rechsteiner, C.T.R. sc. ridotta

Adiacente la villa padronale e in contiguità, una barchessa si pone sul prolungamento.

Quest’ultima, è aperta nel prospetto sud da un portico sostenuto da colonne binate e di ordine dorico.

La destinazione funzionale della barchessa, come della villa, è residenziale.

Scendendo verso sud della tenuta incontriamo la cantina che, secondo quanto ci è stato riferito dal Barone Stepski, risalirebbe al 1670-80 e sarebbe stata di proprietà di un facoltoso patrizio veneziano (figg. 5-6).

 Disposto in senso est-ovest, parallelo alla villa padronale, l’edificio ospita tutti i reparti enotecnici dell’attività vitivinicola Rechsteiner. La cantina è una costruzione ben proporzionata anche in alzato, con due livelli fuori terra.

Lo spessore architettonico e decorativo dell’edificio si differenzia notevolmente dalle altre costruzione di carattere rurale e produttivo. Le facciate nord e sud sono speculari e sono composte di undici (11) archi ciechi “a tutto sesto”.

Gli archivolti, decorati con una lineare fascia appena più scura dell’intonaco della parete e di colore grigio, scendono binati fino all’imposta superiore del capitello-trabeazione e nel quale si raccolgono.Dalla trabeazione con lo stesso spessore e in rilievo dipartono distaccate due lesene fino a raggiungere il suolo.

In corrispondenza d’ogni arco cieco e all’interno di essi, vi sono ricavate due aperture di differenti dimensioni.

I fori finestra a lati uguali, ritagliati al centro dell’arco cieco, fungono principalmente da aperture per l’illuminazione naturale della cantina. Le piccole bocchette, che sono disposte subito sotto e in corrispondenza della chiave di volta assolvono, invece, la funzione per la ventilazione naturale, catturando esternamente l’aria e immettendola nei reparti enotecnici.

cantina-vinicola-seicentesca-rechsteiner-dei-baroni-stepski-doliwa-da-nord-ovestFig. 5- la Cantina vinicola Rechsteiner vista da nord-ovest

la-seicentesca-cantina-vinicola-rechsteiner-vista-da-sudFig. 6- la seicentesca cantina vinicola Rechsteiner vista da sud

cantina-vinicola-seicentesca-rechsteiner-baroni-stepski-doliwa-corte-borgo-rurale-minFig. 7- la corte del borgo rurale, visto da sud-ovest

Un terzo foro finestra sempre in corrispondenza degli archi, ma esterno ad essi, si colloca in asse della chiave di volta e superiormente ad illuminare il piano dell’ex-granaio.

I prospetti est ed ovest hanno fra loro una eguale impostazione architettonica, anche se in quest’ultimo le esigenze aziendali hanno imposto alcune aggiunte edilizie (fig. 5) che hanno fortemente modificato l’aspetto esterno dell’edificio.

Tale problema colpisce la generalità delle cantine vinicole di un certo spessore artistico e storico proprio per la necessità che hanno le aziende di potersi sviluppare e proseguire le loro attività.

 Nell’angolo a sud-ovest (fig. 5) infatti si insedia, esternamente all’edificio e riparato dalla tettoia, il reparto di vinificazione nel quale si effettuano tutte quelle operazioni del conferimento dell’uva, della pigiatura, della diraspatura, ecc.
Malgrado ciò, anche se tra gli stilemi architettonici della cantina e i materiali utilizzati dalla tettoia risultano esserci rilevanti dicotomie e incompatibilità, il reparto enotecnico è stato correttamente ubicato consentendogli, peraltro, di operare nelle giuste condizioni climatiche e con l’adeguata temperatura.

cantina-vinicola-seicentesca-rechsteiner-baroni-stepski-doliwa-stemma-antico-minFig. 8- lo stemma antico

Dal portone in legno ricavato nel lato ovest, sotto la tettoia di cui prima, si accede al reparto più a sud della cantina e cioè al locale di stoccaggio. Qui, ai lati delle pareti, alloggiano ordinatamente i vasi vinari cilindrici di cemento armato e alcune cisterne d’acciaio inox.

L’illuminazione in quest’ambiente, oltre a quella artificialmente assicurata, viene filtrata anche dalle finestre prima descritte.
In questo locale vinicolo, a nord-ovest, sono ricavati due piccoli ambienti: l’uno per la vendita del vino sfuso attrezzato di cisterne in V.P.R.F. e l’altro per le analisi delle provette del vino. Il percorso ci introduce, finalmente, nella sala della cantina di conservazione sita a nord dell’edificio enotecnico e lungo tanto quanto la costruzione.

Anche qui, schierate lungo le pareti laterali trovano alloggio, in un assordante silenzio e in una leggera penombra, le fila di botti in legno di rovere posate su un primo corso di travi in legno e a sua volta appoggiati su uno zoccolo di cemento armato rialzato dalla corsia centrale di servizio di circa 40-50 cm.

L’orientamento appropriato della costruzione, secondo i punti cardinali, favorisce sia il mantenimento della temperatura, sia la giusta dose di illuminazione naturale.

Non si esauriscono però le funzioni dell’azienda vitivinicola Rechsteiner. Infatti, percorrendo la stretta stradina bianca in direzione sud si arriva al cuore di un altro e ultimo insieme di edifici rurali disposti nei quattro lati di una figura regolare e attorno ad una corte (fig. 7). I due edifici, simili architettonicamente, collocati a sud e ad est del “borgo” sono destinati alle funzioni amministrative e al confezionamento dei prodotti.

Gli edifici, invece, che chiudono la corte a nord-ovest sono costituiti da due corpi di fabbrica disposti perpendicolarmente l’uno con l’altro e a contatto. Nel primo edificio, quello in direzione nord-sud, è ospitato l’ambiente dell’imbottigliamento e dell’etichettatura (fig. 7).

Nel secondo edificio, quello nella direzione est-ovest, si aprono verso l’interno della corte degli spazi porticati differenti nei quali sono ospitati, da una parte, i carri agricoli dell’azienda rurale e, dall’altra, alcuni ambienti per la degustazione dei prodotti tipici nelle particolari ricorrenze e feste vinicole.

etichetta-cantina-rechsteiner-cabernet-sauvignon-doc-min

etichetta cantina vinicola rechsteiner raboso doc piave

Questi due corpi di fabbrica anche se uniti si differenziano, come dicevamo, per l’architettura che decora i prospetti. Il settore ovest, cioè l’edificio disposto in senso nord-sud, si caratterizza per essere un corpo allungato e molto stretto alla cui testa s’erge una simpatica “Colombaia”.

Il piano primo, all’interno della corte, si arricchisce di un ordine di fori finestre realizzato a sesto acuto con archivolto decorato.

E’ arricchito pure il cornicione della colombaia con dei dentelli cubici. L’edificio disposto lungo l’orizzontale est-ovest del “borgo”, si differenzia, altresì, per le tipologie degli archi che ritagliano i prospetti verso la corte.

Ad archi a tutto sesto e chiave di volta decorata nella parte occidentale, si contrappongono in quella orientale archi a sesto ribassato e chiave di volta decorata.

 Di quest’ultima parte del prospetto merita menzionare la presenza di un stemma araldico di notevole pregio. Lo stemma (fig. 8), secondo le informazioni assunte dal Barone Stepski Doliwa, è riconducibile all’abbazia benedettina di Busco (TV), attualmente di proprietà della Contessina Gallarati Scotti, e si può certamente datarlo intorno all’anno 1740.

Le etichette dell’agricola Rechsteiner dei Baroni Stepski Doliwa riassumono quanto di più potenziale ci sia nel mix architettura-ambiente-vino presente nella tenuta dell’azienda e i loro vini rossi Cabernet Sauvignon D.O.C. e Raboso D.O.C. Piave ne sono gli illustri esempi.

BLIOGRAFIA.
1) Mazzotti (a cura) G., Puppi L., 1987, “Le ville Venete”, Libreria Editrice Canova.
2) Istituto regionale per le ville venete, “Ville venete. Catalogo e atlante del Veneto”, (a cura) Padoan A., Maffei S.P., Dalpozzo D., Mavian L., Marsilio, p. 236.
3) Opuscolo-locandina Azienda Agricola Rechsteiner.